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Dai concerti virtuali ai consigli: musica e fan ai tempi del coronavirus

Concerti virtuali e non solo

“Se vi state chiedendo come mai non siano ancora arrivati i pacchi con le extension o i vestiti che avete ordinato online, la risposta è ‘coronavirus’”, scriveva la rapper Cardi B su Instagram lo scorso weekend. “Credetemi, sono ca**i amari”. Oltre ad avere ragione al 100%, Cardi B rappresenta uno degli esempi di quando i musicisti più famosi sono nella stessa barca di noi comuni mortali: confusi, impauriti, annoiati e perennemente sui social. Il fatto che la sua breve riflessione sulla pandemia sia stata remixata in versione EDM dal produttore DJ Snake per poi essere ritwittata 49.000 volte è semplicemente uno degli esempi di come i musicisti stiano usando i social media per intrattenere, informare o per riempire quelle lunghe, interminabili ore vuote.

Per gli artisti emergenti della scena pop come L Devine e Yungblud, che hanno entrambi posticipato le loro tournée, la pandemia coronavirus ha significato optare per scelte DIY. Devine stava facendo da gruppo di spalla durante il tour europeo dell’americana Fletcher ma ora ha annunciato una serie di date di concerti virtuali che avranno luogo su diverse piattaforme social. Alcuni dei concerti saranno acustici mentre altri saranno in studio di registrazione.

Yungblud, invece, si è imbarcato in qualcosa di ancora più ambizioso: uno show unico in quel di Los Angeles con un set senza audience, con tanto di giochi in cui si beve, in compagnia di Bella Thorne e del rapper Machine Gun Kelly, e persino una gara di cucina. “Non avevo alcuna intenzione di perdere l’opportunità di stare in contatto con i miei fan”, ha affermato il cantante a Vulture. “Non è momento di rinunce ma, piuttosto, di essere creativi e pensare fuori dagli schemi, indipendentemente dalla soluzione che si trova”.

Le performance dei social-media

Nel frattempo, Christine and the Queens hanno annunciato che si esibiranno su Instagram ogni sera alle 18 “come antidoto alla noia”, a dimostrazione di come queste performance facciano del bene non solo ai fan ma anche agli artisti stessi. La prima performance era una versione a cappella di un loro recente singolo dal titolo alquanto profetico People, I’ve Been Sad, filmata da un cameraman su una bicicletta cigolante.

Sempre in prima linea quando si tratta di risollevare il morale, il 16 marzo, Chris Martin dei Coldplay, con tanto di berretta di lana in testa, ha timidamente debuttato nel suo primo, e forse anche ultimo, Instagram Live #TogetherAtHome durante il quale ha risposto alle domande dei fan e si è esibito in una cover di Life On Mars di David Bowie. 

Non potendo essere nel suo studio, la pop star britannica MNEK ha postato delle mini clip di canzoni a tema coronavirus, direttamente dal suo account Instagram. Si tratta di una registrazione multi-traccia ft. MNEK in varie versioni di se stesso. Al momento l’esperimento ha dato vita a due brevi canzoni  I’m Bored (But I’m Scared to Go Outside) e Can’t Let The Virus Spread.

Ma se tutta questa tecnologia non fa al caso vostro, potete sempre andare sul profilo Instagram di Pink e intonare con lei una cover di Make You Feel My Love di Bob Dylan. Oppure, farvi coinvolgere dall’eclettico Riz Ahmed, che sta facendo crowdsourcing di idee per capire che soluzioni alternative trovare visto il posticipo del suo tour. Ma i musicisti non si sono limitati solo ad esibirsi. Alcuni hanno, infatti, deciso di utilizzare le proprie piattaforme per calmare i nervi o informare, come Justin Bieber che ha organizzato un Instagram Live per reiterare ai fan l’importanza del lavarsi le mani mentre Miley Cyrus sta utilizzando la stessa piattaforma per la sua BrightMinded, una serie di conversazioni con dottori, terapeuti e, per almeno un episodio, anche con Demi Lovato.

Usare la creatività per connettersi 

Ciò a cui assistiamo in tempo reale è ciò che succede quando la noia incontra il bisogno di un artista di intrattenere. Il fatto che la cosa venga ora moltiplicata dalle piattaforme social che facilitano la connessione coi fan significa che artisti e musicisti stanno reagendo direttamente ai bisogni dei fan e sentono, a loro modo, di poter contribuire e aiutare.

Uno di quei modi consiste proprio nell’utilizzare la loro enorme piattaforma per divulgare le informazioni e i consigli più corretti. Probabilmente l’esempio più lampante di tale utilizzo dei social ci arriva dal trio pop di Los Angeles Muna, la cui cantante Katie Gavin ha postato una versione acustica del singolo I Know A Place e, appena prima di lanciarsi nell’escapismo più puro di un verso della canzone che si riferisce a qualcuno che vuole andare a ballare, lo modifica con l’aggiunta di “Peccato…Stattene a casa stupida, anche se sei asintomatica potresti avere ugualmente il virus e c’è una ‘fottuta’ curva che stiamo cercando di appiattire”. Un messaggio che dobbiamo sostenere tutti.

Anche gli artisti italiani non sono da meno. Particolare il format “d’emergenza” proposto da Lorenzo Jovanotti. Si chiama Jova House Party (con un riferimento ovvio al “Jova Beach Party” della scorsa estate) ed è un vero e proprio show d’improvvisazione che ogni giorno, nel primo pomeriggio, intrattiene il pubblico. L’appuntamento è la mattina sulla pagina Instagram ufficiale dove Lorenzo pubblica l’orario di inizio della diretta (di solito tra le 14 e le 15). Una volta collegati parte lo spettacolo. In sala “virtualmente” c’è anche Fiorello e poi arrivano ospiti che più o meno casualmente capitano lì. La settimana scorsa per esempio sono passati Caterina Balivo, Benny Benassi, Daria Bignardi, Brunori Sas, lo storico compagno Saturnino Celani, ma anche Coez, Teresa De Sio, Francesco Guccini, Leonardo Pieraccioni, Red Ronnie, Fabio Rovazzi, Giovanni Soldini, Bebe Vio, Fabio Volo, Federico Zampaglione Tiromancino, Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e molti molti altri