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Coronavirus. Anna Wintour: “Io resto a casa”

Come molti di voi, mi sto adattando alla nuova realtà causata dalla pandemia di COVID-19, leggendo le notizie (e prendendo delle pause dalle notizie); partecipando alle riunioni con i miei colleghi via Zoom; facendo brainstorming per capire come aiutare l’industria della moda, che avrà bisogno del nostro supporto nei prossimi mesi; trovando un po’ di sollievo in un romanzo, in un film o un una serie tv; e parlando con la mia famiglia e i miei cari per telefono o FaceTime.

Soprattutto, però, ho fatto una cosa semplice – ed esorto tutti a fare lo stesso: sono rimasta a casa. Non esiste una regola più importante da seguire, per tutti. Dobbiamo, in questo momento, impegnarci a rimanere nelle nostre case il più possibile. Ci sono, ovviamente, operatori sanitari, personale di pronto intervento, dipendenti di negozi di alimentari e altri, dal cui lavoro essenziali dipendiamo. Loro devono uscire per svolgere queste attività salvavita. (Uno dei miei parenti più stretti è un medico, ed  in questa emergenza è in prima linea, cioè assolutamente dove dovrebbe essere e questo mi rende molto orgogliosa di lui). Per il resto di noi in tutta l’America, non c’è dibattito o discussione. Dobbiamo rimanere nelle nostre case. Questo è l’unico modo per rallentare la diffusione del coronavirus e proteggere coloro che sono più vulnerabili ad esso.

Sono rimasto scioccata come chiunque dalle immagini degli americani sulle spiagge affollate durante le vacanze di primavera. Anche se siete giovani e sani e vi considerate invulnerabili, non lo siete. Gli americani intorno a voi certamente no. Lasciate le spiagge e isolatevi. Tutti dobbiamo unirci per assicurarci di rallentare la diffusione di questo terribile virus.

Condividete l’impegno che tutti noi di Vogue ci siamo presi: restate a casa. Non c’è niente di più prezioso di questo.

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Questo articolo è stato pubblicato su Vogue.com